Un tetto e un materasso

Quando la Provvidenza chiama D.U.MA risponde.

La battaglia contro il Coronavirus si sta combattendo in tutto il mondo, con enormi difficoltà soprattutto nei Paesi del terzo mondo.

Questa situazione, si è detto, potrebbe essere l’occasione per renderci più attenti alle sofferenze e ai bisogni degli altri, per farci diventare migliori.. 

Anche se ciò, purtroppo, non sembra essersi realizzato in generale,  ci sono però molti buoni segni dappertutto, anche in Africa.

Vi raccontiamo un esempio avvenuto in Costa d’Avorio:  suor Bernadette, la nostra referente per la zona di Tabou, responsabile dei sostegni ai bambini e dirigente della scuola materna del paese, in questo periodo di “lockdown” non si è fermata: ha continuato ad aiutare famiglie in difficoltà, ad accogliere bambini che arrivavano alla sua scuola disidratati e affamati, a visitare i villaggi per portare conforto alla gente.

Durante una di queste visite si è imbattuta in una famiglia che si trovava  in una situazione di estrema necessità. Una donna malata, stremata, senza più la forza di stare in piedi, viveva con una figlia, a sua volta madre di tre bambini piccoli, incapace di aiutarla perché senza lavoro. Le donne vivevano in una casa con il tetto in parte sfondato a causa delle forti piogge. Suor Bernadette non ci ha pensato due volte e ci ha subito contattati: l’associazione , grazie anche alla pronta generosità di alcuni benefattori, ha messo a disposizione il denaro necessario per pagare le cure ospedaliere per la signora che è stata subito ricoverata,  per far riparare il tetto,  per dare un aiuto alla famiglia per i bisogni più immediati, come ad esempio l’acquisto di un materasso. Il tutto è stato realizzato in pochi giorni. Quando la nostra  grande suor Bernadette  ci ha inviato le foto del tetto riparato e ci ha mandato le buone notizie sulla nonna malata il nostro cuore si è riempito di gioia! 

Condividiamo con voi questi piccoli miracoli che la Provvidenza opera attraverso le nostre mani, donando speranza laddove la sofferenza pare non avere limiti.